Come diventare pubblicista in Centro Italia

Continua il nostro approfondimento sulla figura del pubblicista, un giornalista che, nell’arco di due anni, deve dimostrare all’ordine regionale lo svolgimento di lavoro giornalistico continuativo. In questo articolo ci occupiamo del Centro Italia.

Emilia Romagna

Per presentare domanda di iscrizione all’elenco dei pubblicisti occorre documentare l’attività giornalistica svolta nell’ultimo biennio (cioè nei 24 mesi precedenti alla domanda).

Dichiarazione del direttore responsabile: Si tratta di un’attestazione che deve essere rilasciata e firmata dal direttore responsabile in carica al momento della presentazione della domanda – professionista o pubblicista – della o delle testate a cui il richiedente collabora (quotidiani, periodici, agenzie di stampa, emittenti radiotelevisive, testate online, ecc.). La dichiarazione deve evidenziare i requisiti di continuità della collaborazione e di regolarità nella retribuzione.

Articoli: La legge non stabilisce quanti articoli occorra produrre per attestare i requisiti di “non occasionalità, continuità, regolarità”. L’Ordine dell’Emilia-Romagna – indicativamente, poiché altre valutazioni possono essere fatte in sede di esame della documentazione – ritiene che sia necessario produrre: 60 articoli nell’arco del biennio per chi collabora con quotidiani, 40 per settimanali e quindicinali, 30 per periodicità inferiori. Gli articoli devono necessariamente coprire ogni mese dell’intero periodo in esame per dimostrare la continuità della attività giornalistica. Gli articoli devono essere firmati e in originale in modo che sia visibile la testata e la data di pubblicazione (per i quotidiani è sufficiente produrre il foglio intero). Gli articoli non firmati o in fotocopia necessitano di una ulteriore dichiarazione del direttore responsabile che ne confermi l’effettiva redazione. I collaboratori delle emittenti radiotelevisive dovranno produrre 60 trascrizioni dei servizi messi effettivamente in onda. A tal proposito si possono allegare anche (e non solo) supporti digitali (CD, DVD, USB) con la “versione originale” del servizio. I collaboratori delle testate online dovranno presentare i testi, scaricati dal sito o dall’archivio del server e controfirmati dal direttore, che ne confermi l’autenticità e la messa in rete. I collaboratori dei servizi giornalistici della Rai e delle agenzie di stampa debbono comprovare con idonea documentazione, ovvero mediante attestazione del direttore del rispettivo servizio giornalistico, la concreta ed effettiva attività svolta. Coloro i quali svolgono attività di telecinefotoperatori per organi di informazione attraverso immagini che completano o sostituiscono l’informazione scritta in autonomia decisionale e valutata la natura giornalistica della prestazione, devono allegare alla domanda, oltre la necessaria documentazione, l’attestazione del direttore comprovante la concreta ed effettiva attività svolta.

Non sono ritenuti idonei ai fini dell’iscrizione i testi promozionali – pubblicitari, le schede tecniche, i cataloghi, i saggi e comunque tutte le collaborazioni prestate a testate che non siano regolarmente registrate e dirette da giornalisti professionisti o pubblicisti. Retribuzione: Dal 2003 l’Ordine di Bologna ha stabilito un criterio di valutazione “quantitativo”: la retribuzione non deve essere inferiore a una media di 1000 euro lordi complessivi all’anno. Non si tiene conto, ai fini dell’iscrizione, di collaborazioni prestate a titolo gratuito. Per documentare la retribuzione percepita devono essere allegati:

– PER I COLLABORATORI: sostituti d’imposta, CUD o CU (certificazioni uniche) rilasciati annualmente per la denuncia dei redditi; in alternativa, copia delle singole ricevute a saldo (munite di timbro e firma) rilasciate dal committente nelle quali sia indicato il periodo cui si riferiscono, l’imponibile e la relativa ritenuta d’acconto effettuata. Potranno essere chieste in aggiunta copie dei contratti o dei mansionari nel quale sia evidenziata l’attività di natura giornalistica;

– PER I TITOLARI DI PARTITA IVA: copia delle fatture emesse e delle certificazioni R.A., nella quale sia riconoscibile l’attività di natura giornalistica; in aggiunta potrà essere chiesta anche copia del modello di attribuzione della partita e del codice IVA;

– PER LAVORATORI DIPENDENTI: copia dei CUD rilasciati annualmente e delle buste paga relative all’anno in corso. In aggiunta, dichiarazione dell’amministratore/rappresentante legale che attesti che la retribuzione per attività giornalistica è compresa nel reddito da lavoro complessivo e comunque in misura non inferiore ai minimi decisi da questo Consiglio.

Lazio

Per iscriversi all’elenco dei giornalisti pubblicisti occorre collaborare con una testata regolarmente iscritta al registro della stampa (presso il tribunale di competenza) e che abbia una direttore responsabile giornalista professionista oppure giornalista pubblicista. Tale collaborazione deve essere retribuita e continuativa per 24 mesi, indifferentemente dalla periodicità o dal mezzo di diffusione della testata stessa. Al termine dei 2 anni di collaborazione l’aspirante pubblicista dovrà presentare la documentazione prevista dal modulo di iscrizione dimostrando di aver percepito almeno 5000 euro lordi nel biennio, e di aver pubblicato 80 articoli con una o più testate per 24 mesi.

Marche

Per ottenere l’iscrizione nell’elenco pubblicisti (articolo 35 della legge n. 69 del 1963) è indispensabile aver svolto, nell’ultimo biennio, collaborazioni giornalistiche continuative e retribuite con quotidiani, periodici, testate giornalistiche di emittenti radiotelevisive o testate telematiche. Il biennio di attività da documentare va calcolato retroattivamente dalla data di presentazione della domanda.

L’aspirante pubblicista deve presentare:

1) Domanda di iscrizione, con marca da bollo da € 16,00 (utilizzare il modulo in calce).

2) Fotocopia di un documento di identità

3) Fotocopia del tesserino di attribuzione del codice fiscale.

4) Dichiarazione sostitutiva di certificazioni (art 46 Dpr 28 dicembre 2000 n.445) relativa a: data e luogo di nascita; residenza; iscrizione nelle liste elettorali; cittadinanza; non avere riportato condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa.

5) N. 2 fotografie in formato tessera.

6) Curriculum professionale.

7) Dichiarazione del giornalista direttore responsabile della pubblicazione su carta intestata della società editrice che comprovi l’attività pubblicistica regolarmente retribuita da almeno due anni precedenti al giorno di presentazione della domanda. Deve essere specificato il Tribunale ed il numero di registrazione della testata. Lo stesso direttore deve anche attestare che la collaborazione del richiedente è in atto al momento della domanda. La firma deve essere apposta per esteso e leggibile. Allegare fotocopia della registrazione della testata in Tribunale.

8) Giornali e periodici degli ultimi 24 mesi ordinati secondo la successione delle date è sufficiente presentare il foglio intero del giornale (nel quale risultino però la testata e la data) evidenziando gli articoli prodotti. La collaborazione deve essere continuativa. Nel caso in cui si tratti di un periodico va presentata l’intera rivista. Gli articoli, più della metà firmati, devono essere almeno 70 per i quotidiani (una media di tre per ciascun mese), 50 per i settimanali, 40 per i quindicinali, 20 per i mensili e altre forme di periodicità. I collaboratori delle testate telematiche devono presentare la stampa della pagina web (non è ritenuta idonea la semplice stampa del testo) che contiene l’articolo con la data effettiva di pubblicazione, nonché la fotocopia della registrazione della Testata in Tribunale;

9) Occorre fornire un elenco completo degli articoli pubblicati(in ordine cronologico –vedi fac simile), aggiornato al momento della presentazione della domanda, insieme alle relative pagine o fotocopie su cui siano visibili data e testata. Se sono presenti articoli non firmati e siglati (che non possono superare la metà del totale) è necessario allegare una specifica attestazione a firma del Direttore responsabile (vedi fac simile) atta a dimostrare in modo certo l’effettiva produzione da parte del richiedente.

Toscana

L’iscrizione nell’elenco pubblicisti è disciplinata dall’art. 35 della legge 3.2.1963 n. 69 e dall’art. 34 del regolamento attuativo. Occorre documentare l’ultimo biennio (da conteggiarsi con riferimento alla data di presentazione della domanda) di attività giornalistica retribuita e svolta con continuità nel periodo di riferimento.

I parametri minimi definiti dal Consiglio e riferiti al biennio sono i seguenti:  – per le collaborazioni con quotidiani 100 articoli e 2000 euro di retribuzione lorda;

– per le collaborazioni con settimanali e bisettimanali 60 articoli e 1500 euro di retribuzione lorda;

– per le collaborazioni con mensili ed altri periodici 20 articoli e 1000 euro di retribuzione lorda.

Le collaborazioni con le testate online sono equiparate a tutti gli effetti con quelle cartacee e, per individuarne la periodicità, si fa riferimento alla loro frequenza di aggiornamento. La modulistica, scaricabile da questa pagina unitamente ad un formulario ove sono indicate le procedure da seguire, deve essere già compilata al momento del deposito della domanda presso l’ordine.  Alcuni moduli sono a compilazione obbligata: è quindi necessario compilarli al computer (muovendosi con la freccia o col tasto tab) e poi stamparli. Per potersi iscrivere all’albo dei giornalisti, nell’elenco pubblicisti, è infine necessario aver frequentato il corso di formazione per pubblicisti.

Umbria

Requisiti:

1) Natura giornalistica delle prestazioni. Pubblicazioni di libri, relazioni, tesi che non siano legate alla produzione di una testata giornalistica, non hanno alcuna efficacia ai fini della valutazione della domanda.

2) Attività non occasionale, cioè un’attività che non sia saltuaria, casuale o sporadica ma che, al contrario, denoti continuità di prestazione di impegno professionale. La dimostrazione che l’attività giornalistica svolta abbia i requisiti previsti può desumersi soltanto da una valutazione quantitativa e qualitativa degli articoli prodotti, una valutazione, cioè che tenga conto del numero, oggetto, entità di tali articoli nonché della loro frequenza in relazione al ritmo di pubblicazione dei giornali in cui gli scritti sono stati via via pubblicati. Il Consiglio dell’Ordine dell’Umbria ritiene necessario che, nell’arco dei due anni, si siano pubblicati almeno 80 articoli per collaborazione ai quotidiani, almeno 70 per periodici settimanali, 60 per periodici quindicinali e 30 per mensili; equamente distribuiti nel periodo e tenuto conto di quanto detto in precedenza circa l’impegno professionale e quindi con necessaria valutazione dell’effettiva consistenza giornalistica degli stessi. Qualora si sia collaborato con più testate gli articoli prodotti possono essere cumulati, restando fermo il termine dei due anni precedenti la presentazione della domanda.

3) Attività retribuita. Il richiedente deve dimostrare di aver ricevuto una retribuzione, o comunque un compenso erogato con regolare cadenza periodica. Non sono ammessi pagamenti che cumulino periodi superiori a quattro mesi. Devono essere, quindi, allegate alla domanda gli originali delle buste paga o notule (con relativa attestazione di versamento di ritenuta d’acconto da parte dell’azienda) o altro documento fiscalmente valido attestante i compensi. L’Ordine regionale, aderendo agli indirizzi del Cnog e tenendo presente la realtà editoriale locale, ha stabilito in Euro 900,00 il compenso minimo biennale sulla base del quale valutare la congruità della retribuzione. Saranno ritenuti validi documenti rilasciati dall’azienda editoriale, comprovanti la retribuzione percepita dal richiedente in maniera continuativa, ovvero:

4) Il modello riepilogativo di fine anno dei compensi rilasciato dall’azienda (art 3 D.P.R.. 29-09-73 n.600) con allegata quietanza (o fotocopia convalidata dell’azienda stessa) del versamento della ritenuta d’acconto all’esattoria comunale competente per territorio, fatta sulla retribuzione del richiedente. b) in mancanza del modello riepilogativo è possibile presentare tutte le ricevute (almeno 3 per ciascun anno) con allegata quietanza del versamento della ritenuta d’acconto fatto all’esattoria competente sulla retribuzione del richiedente. Non sono accettate le ricevute di compensi corrisposti in unica soluzione alla fine del biennio di riferimento. Nel caso l’attività giornalistica non sia stata retribuita per colpevole inadempimento del Committente, il Consiglio dell’Ordine chiede la presentazione di una sentenza dell’autorità giudiziaria (che condanna l’inadempiente) oppure un verbale di conciliazione che prende atto dell’omesso compenso. Non sono accettate ricevute di pagamento per eventuali prestazioni di carattere non giornalistico, o cumulative di prestazioni giornalistiche e di altro genere. Attività biennale. La legge chiede che l’aspirante pubblicista documenti la sua attività “da almeno due anni” tale periodo deve immediatamente precedere la data di presentazione della domanda di iscrizione, momento in cui la collaborazione deve essere comunque “attiva”. Il compimento del biennio di attività è condizione di proponibilità della domanda. Non sono ammesse le collaborazioni svolte per testate dirette da iscritti nell’elenco speciale.

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